Lampedusa si prepara all'estate Aprile 2024

09.04.2024

Nei primi tre mesi del 2024 poco più di 6600 persone sono sbarcate sulle coste dell'isola di Lampedusa in maniera autonoma, o al Molo Favaloro, scortate dalla Guardia di Finanza o dalla Guardia Costiera italiana.

Persone provenienti da vari Paesi e continenti, dall'Africa subsahariana al Bangladesh e al Pakistan, si sono imbarcate su barchini arrangiati per giungere sulle coste meridionali dell'Europa.

Si sono alternati periodi senza arrivi, come quasi tutta la seconda metà di febbraio, ad altri di arrivi continui sia di notte che di giorno. Nel mese di marzo infatti sono sbarcate a Lampedusa quasi 4400 persone, di cui 3250 circa solo nelle ultime due settimane: quasi mille persone in più rispetto ai mesi di gennaio e febbraio.

Molo Commerciale, Lampedusa aprile 2024
Molo Commerciale, Lampedusa aprile 2024

Nonostante il governo italiano continui a vantare l'efficacia degli accordi stretti con il Presidente tunisino per il contenimento delle partenze dalle coste tunisine, le persone continuano ad arrivare.

Dalla seconda metà di marzo, barchini in legno e barche in ferro hanno ripreso a partire dalla Tunisia, dopo mesi in cui rappresentavano più un caso eccezionale rispetto alle partenze dalla Libia. Molte persone provenienti dall'Africa subsahariana si sono imbarcate sulle cosiddette iron boat.

È ormai risaputo quanto facilmente queste barche si possano ribaltare, a volte per le onde alte e il sovraffollamento, ma anche durante i trasbordi sulle barche delle autorità italiane. Il razzismo strutturale che permea la gestione delle migrazioni impedisce una riflessione profonda e specifica che agisca in modo pro-attivo per evitare naufragi e morti. L'azione è dunque spesso limitata, nella migliore delle ipotesi, a piangere i corpi di chi ha tentato di attraversare i confini. Questi naufragi sono il risultato indiretto, ma tangibile, di scelte politiche sistematiche che causano morti e dispersi in mare mese dopo mese, anno dopo anno. Si tratta di stragi prevedibili ed evitabili. 

Solo negli ultimi dieci giorni di marzo sono arrivate a Lampedusa le salme di due uomini subsahariani e molte altre persone, appena arrivate sul Molo Favaloro, hanno testimoniato la scomparsa di amic* e parent*. Risulta difficile sapere con esattezza il numero delle persone disperse, tra loro due donne che, nell'arco degli ultimi cinque giorni di marzo, hanno perso le proprie figlie rispettivamente di 15 e 6 mesi.

Motovedetta della Guardia Costiera italiana in arrivo al Molo Favaloro, Lampedusa - gennaio 2024
Motovedetta della Guardia Costiera italiana in arrivo al Molo Favaloro, Lampedusa - gennaio 2024

In molte situazioni, le persone sono arrivate disidratate, in stato di ipotermia e di completo shock. Nonostante ciò, il sistema razzista e suprematista prevarica con accanimento, a volte ancor prima che le persone tocchino la terra ferma, con interrogatori serrati volti a identificare e criminalizzare coloro che hanno guidato la barca.

Tra fine marzo e inizio aprile, la Guardia nazionale tunisina ha attuato 48 operazioni marittime, intercettando più di 1350 persone dell'Africa subsahariana. Queste azioni di repressione rendono sempre più precaria e pericolosa la situazione e le condizioni di vita per le persone dei paesi subsahariani in Tunisia. Non ultima, il 6 aprile le unità marittime hanno condotto 55 operazioni intorno a Sfax, intercettando 1867 persone, quasi tutte provenienti dall'Africa subsahariana. Tra loro, sono stati ritrovati anche 13 corpi. Il profilo di Josephus Thomas denuncia su X (ex Twitter) la morte di 9 bambini caduti in mare dopo un'operazione in mare della Guardia Nazionale tunisina che ha speronato l'imbarcazione. 

Come alcune attivist* hanno già esplicitato, continuano ad avvenire naufragi invisibili di cui è estremamente difficile conoscere le dinamiche e le persone che vi hanno perso la vita. Stragi che, se non fosse per i corpi rinvenuti nelle acque del mare o per i dispersi denunciati dalle famiglie e dalle associazioni, rimarrebbero silenziose e silenziate dalla violenza delle frontiere.


Dall'altra parte, non tutti i tentativi di partenza sono andati a buon fine. Molte imbarcazioni sono state intercettate in mare dalle autorità libiche e tunisine e le persone fatte entrare in sistemi di detenzione e/o deportazione senza garanzie legali, come ormai da tempo denunciano attivist* e organizzazioni locali. E' proprio questo margine di discrezionalità ed impunità, in cui tutto è possibile per le autorità libiche e tunisine, che si reggono gli ultimi accordi tra l'Unione Europea e la Tunisia: fiore all'occhiello delle politiche anti migrazione del governo Meloni. 

A cui si aggiungono le formazioni per il personale della Guardia nazionale tunisina, finanziate e supportate, attraverso accordi bilaterali, dal Governo italiano e dal Governo tedesco. Come dimostra il video, pubblicato il 4 aprile da Mediterranea Saving Humans, in cui una motovedetta della cosiddetta guardia costiera libica interviene aggressivamente, inseguendo e sparando colpi di arma da fuoco, durante il soccorso ad un'imbarcazione in pericolo in acque internazionali da parte della Mare Jonio .

Nel frattempo, l'isola di Lampedusa si prepara all'estate e all'arrivo dei turisti. Si aprono negozi e ristoranti, si finiscono di ristrutturare case e appartamenti e si portano via i resti dei barchini consumati dall'acqua salata e dal vento.

Barca in legno caricata su un rimorchio per essere trasportata e smaltita in Sicilia - Lampedusa, aprile 2024
Barca in legno caricata su un rimorchio per essere trasportata e smaltita in Sicilia - Lampedusa, aprile 2024

Da Lampedusa e in risposta alle ultime dichiarazioni della Meloni, non vi sono state soluzioni strutturali negli ultimi mesi: imbarcazioni in legno ed in ferro continuano ad arrivare dalla Libia e dalla Tunisia; i naufragi, i dispersi in mare e le salme senza vita sono state all'ordine del giorno, come d'altronde i mesi scorsi e gli anni passati. Ci si domanda, quindi, se la strategia governativa/istituzionale sarà la stessa adottata l'estate scorsa. Se la Croce Rossa Italiana, ente gestore dei 389 posti disponibili nell'Hotspot sull'isola, preveda delle modifiche strutturali, e se Lampedusa continuerà a svolgere un ruolo così centrale nella ricezione degli arrivi di persone senza documenti nel Mediterraneo centrale con le inevitabili conseguenze in termini di razzismo istituzionale e di militarizzazione del territorio.